Libri
Giorgio Bouchard, La fede di Barack Obama
(ve) Il pastore valdese e saggista Giorgio Bouchard coglie, in questo libro dedicato al percorso spirituale dell’attuale presidente Usa, almeno tre significati che la parola fede ha oltreoceano: convinzioni religiose; valori alla base dell’esistenza dei singoli e della nazione; “fiducia spassionata nelle possibilità positive che la vita e la storia pongono davanti a noi”.
La madre di Obama, Ann, non era praticante, ma attenta alle varie religioni. Il keniota Barack Obama senior, padre dell’attuale presidente, di formazione musulmana, si dichiarava ateo. Egli presto abbandonò la famiglia e “pochi anni dopo Ann si risposava con un indonesiano, musulmano tiepido e tendenzialmente sincretista”, Lolo. Anche Barack, a Giacarta, era registrato come musulmano, e a volte il venerdì andava col patrigno in moschea. La madre, quasi per compensare l’influenza islamica, lo mandò per due anni in una scuola cattolica. La cultura religiosa del giovane Obama cresce negli anni, ma la conversione avverrà nel 1985, alla Trinity United Church of Christ (una denominazione nata dall’incontro di discendenti dei puritani inglesi con luterani e riformati tedeschi), a Chicago.
Indelebile, per Barack, è l’insegnamento del teologo evangelico Reinhold Niebuhr, che da Agostino e dai riformatori riprese soprattutto il concetto di peccato, riflettendo sul quale scrisse: “La capacità dell’uomo per la giustizia rende possibile la democrazia; ma la sua inclinazione verso l’ingiustizia rende la democrazia necessaria”. Su un obiettivo il presidente si sente più che mai chiamato a dare un contributo: superare lo scisma tra l’America religiosa e quella secular. Va intrapresa la non facile via del dialogo, in modo che la public square sia aperta a tutte le voci.
Il libro di Bouchard, insomma, è anche un affresco della società americana, con i suoi molteplici aspetti.
Giorgio Bouchard
La fede di Barack Obama
Claudiana, Torino 2009
(ve) Il pastore valdese e saggista Giorgio Bouchard coglie, in questo libro dedicato al percorso spirituale dell’attuale presidente Usa, almeno tre significati che la parola fede ha oltreoceano: convinzioni religiose; valori alla base dell’esistenza dei singoli e della nazione; “fiducia spassionata nelle possibilità positive che la vita e la storia pongono davanti a noi”.
La madre di Obama, Ann, non era praticante, ma attenta alle varie religioni. Il keniota Barack Obama senior, padre dell’attuale presidente, di formazione musulmana, si dichiarava ateo. Egli presto abbandonò la famiglia e “pochi anni dopo Ann si risposava con un indonesiano, musulmano tiepido e tendenzialmente sincretista”, Lolo. Anche Barack, a Giacarta, era registrato come musulmano, e a volte il venerdì andava col patrigno in moschea. La madre, quasi per compensare l’influenza islamica, lo mandò per due anni in una scuola cattolica. La cultura religiosa del giovane Obama cresce negli anni, ma la conversione avverrà nel 1985, alla Trinity United Church of Christ (una denominazione nata dall’incontro di discendenti dei puritani inglesi con luterani e riformati tedeschi), a Chicago.
Indelebile, per Barack, è l’insegnamento del teologo evangelico Reinhold Niebuhr, che da Agostino e dai riformatori riprese soprattutto il concetto di peccato, riflettendo sul quale scrisse: “La capacità dell’uomo per la giustizia rende possibile la democrazia; ma la sua inclinazione verso l’ingiustizia rende la democrazia necessaria”. Su un obiettivo il presidente si sente più che mai chiamato a dare un contributo: superare lo scisma tra l’America religiosa e quella secular. Va intrapresa la non facile via del dialogo, in modo che la public square sia aperta a tutte le voci.
Il libro di Bouchard, insomma, è anche un affresco della società americana, con i suoi molteplici aspetti.
Giorgio Bouchard
La fede di Barack Obama
Claudiana, Torino 2009









