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Quanto vale la (mia) vita?

Al Museo storico di Berna si parla di “omicidio e assassinio”. Ma anche “della vita”. E non è una contraddizione

 (Rita Jost) “Mord und Totschlag” (Assassinio e uccisione): il titolo dell’esposizione è decisamente sensazionalistico e brutale. Ma chi si aspetta una stanza degli orrori grondante sangue uscirà deluso dai locali del Museo storico di Berna.
L'esposizione “Omicidio e assassinio”, in mostra fino al 1. luglio 2012, non è roba per voyeur, bensì uno stimolo alla riflessione. Induce a riflettere sul valore della nostra vita, sulla nostra curiosità, sul nostro consumo mediatico. E sulle contraddizioni: come quella, per citarne una, che il comandamento “non uccidere”, condiviso da tutte le culture e le religioni del mondo, venga quotidianamente ignorato dappertutto. Sotto gli occhi di tutti e spesso persino con l'approvazione di politici e rappresentanti delle religioni.

Sotto la lente
L'esposizione offre uno sguardo completamente nuovo sul fragile bene che è la “vita umana”. Per esempio proprio all'entrata, dove visitatrici e visitatori possono farsi calcolare - con il risultato impresso su uno scontrino di cassa - qual è il loro valore personale, a livello materiale e sociale (il valore materiale dell'autrice di questo articolo ammonta, per inciso, a 797,32 franchi. Il suo valore sociale è stimato intorno ai cinque milioni di franchi. Il valore sociale di una sua coetanea congolese è invece quotato zero franchi svizzeri).
Oppure davanti al serbatoio originale della Ford Pinto. Il cinismo di questa storia raccapricciante è difficile da battere. Dopo avere scoperto un grave difetto di costruzione al serbatoio, il gruppo automobilistico aveva due possibilità: ritirare tutta la serie, per l'equivalente di 140 milioni di franchi, oppure inserire in bilancio gli indennizzi per il numero stimato di conducenti di Pinto infortunati o uccisi. Ford optò per la variante più economica, la seconda!
In quindici stand viene trattata la morte violenta - nel modo quasi ovvio in cui la consumiamo attraverso i media - e terrorismo, guerra e stragi vengono passati sotto la lente. La discussione non viene imposta al pubblico, ma nasce praticamente da sé. Sono interrogativi concernenti il diritto e la giustizia, il delitto e il castigo, la prevenzione e l'elaborazione.
Visitatrici e visitatori possono inoltre prendere parte a workshop criminologici (“Scena del crimine e soluzione del caso”), partecipare a visite guidate della città (“Berna criminale - Dove le parole uccidono”) e assistere a conferenze. O acquistare un catalogo della mostra.

Mord und Totschlag. Eine Ausstellung über das Leben
Historisches Museum Bern
ma-do 10-17

Link: Museo Storico di Berna

 
 
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